La Toscana per Ignazio Marino Segretario del PD

La paura fa “Eugenio”


Monday, October 19th, 2009

La paura fa “Eugenio”

Deve essere successo qualcosa nei circoli dirigenti del centro sinistra, dei conciliaboli preoccupati, di cui non sappiamo nulla ma di cui abbiamo visto tutti gli effetti.  Probabilmente sono arrivati dei sondaggi da cui emerge un risultato di Marino superiore ad ogni aspettativa.  Noi, con la nostra “sapienza popolare” lo sapevamo già.

Basta parlare con un qualsiasi elettore del PD per accorgersi che più è lontano dal gruppo dirigente del PD e maggiore è la sua simpatia per Ignazio Marino.

Ma gli esperti, quelli che continuano a pontificare nonostante in 15 anni siano stai capaci solo di raccogliere sconfitte, non ci credevano, non pensavano possibile che questo medico prestato alla politica, praticamente senza appoggi nella struttura del partito, potesse essere nulla di più di un disturbo passeggero.  Sono arrivati però i risultati sorprendenti nelle grandi città che hanno costretto prima Franceschini e poi Bersani a correggere il tiro della loro piattaforma politica.  Da questo punto di vista Marino il suo congresso l’ha già vinto.

Il PD che uscirà dal voto delle primarie del 25 ottobre sarà profondamente diverso, sicuramente più laico e combattivo della melassa indistinta che troppo spesso abbiamo visto e questo per merito, in primo luogo, di Ignazio Marino e della sua candidatura. Ma qualcuno deve avere avuto paura, una paura folle, che oltre alla vittoria politica Marino potesse raggiungere un risultato numerico superiore ad ogni aspettativa.  Qualcosa ci deve esser stato se una proposta da tempo avanzata da Europa, l’ex giornale della Margherita, e da Marini (con la “i” finale), il padre nobile del vecchio partito popolare, è stata ripresa dall’oblio in cui era stata giustamente fatta cadere e ripresa niente meno che da Eugenio Scalfari.

Improvvisamente abbiamo visto Franceschini e Bersani, che fino ad oggi avevano risposto con un indifferente alzata di spalle, gettarvisi a capo fitto e accogliere ciò che fino ad ieri non avevano nemmeno preso in considerazione.  Non so se ci rende conto del male che in questo modo si fa al PD.  Fino ad ora il congresso aveva consentito un confronto politico generale in cui le tre mozioni avevano parlato non solo della sfida tra i loro candidati, ma anche del futuro del partito democratico e del nostro paese.  E’ stato questo che ha permesso il crescere della mozione Marino, perché già gli iscritti ed ancor di più gli elettori democratici, hanno capito che lui era il solo a proporre un modello di partito profondamente diverso da quello impacciato ed imbelle, diviso su tutto, che purtroppo conosciamo.  Marino, come il “bambino” della fiaba, ha avuto il coraggio di gridare alto e forte che il “re è nudo”, che il PD deve essere con forza il partito dei diritti e che non è tollerabile il silenzio o l’inerzia sui temi più scottanti all’attenzione dei cittadini per colpa di un vero e proprio potere di veto riconosciuto a questo o al quel gruppo.

Evidentemente questo messaggio sta passando tra i cittadini ed allora, quasi in vista della data del 25 ottobre, si vuole correre al riparo trasformando a posteriore il congresso in una corsa a due, quelli espressione dei gruppi tradizionali dei “dirigenti esperti”, che anche se qualche volta litigano tra di loro, sanno comunque come si sta “al mondo”.  Peccato che in questo modo la discussione sui contenuti muoia prima ancora di nascere e si cerchi di ridurre tutto, in un’ennesima e stanca ripetizione dello scontro tra gli amici di “Massimo” e quelli di “Walter” che da 15 anni ci ammorba, ad una corsa tra i due candidati sulla “carta” migliori.  Dispiace che Eugenio Scalferai abbia scelto di essere lo strumento utilizzato per cercare di normalizzare il congresso del PD.

Per la sua storia avrebbe dovuto riconoscere senza particolari sforzi la novità sostanziale di Marino ed il fatto che egli sia l’unico vero candidato che guardi al futuro ed allo sviluppo del PD e non al passato ed alla storia delle liti e delle sconfitte del centro sinistra. Ad un giornale come Repubblica non avrebbe dovuto sfuggire il consenso della sua candidatura proprio in quei settori di voto d’opinione, liberi da condizionamenti burocratici, che costituiscono anche la gran maggioranza dei suoi lettori.

Marino ha sempre detto che corre per vincere e sono certo che il suo risultato sarà la vera sorpresa delle primarie. Ma se non dovesse arrivare al ballottaggio egli non ha chiesto posti, ma molto di più, e cioè la presentazione di una piattaforma politica coerente con l’idea di partito laico, aperto al contributo degli elettori, schierato decisamente a tutela dei diritti.

Questo evidentemente fa così paura che Bersani e Franceschini preferiscono perdere a tavolino piuttosto che confrontarsi davanti agli elettori delle primarie ed all’assemblea nazionale con questo modello di partito.

Del resto la cosa non ci deve stupire più di tanto se la Binetti può annunciare come se fosse la cosa più naturale del mondo che passa il suo voto da Franceschini a Bersani, come se le loro diverse proposte politiche fossero intercambiabili.   Sta ora ai cittadini dimostrare con il loro voto se accettano di ridursi a semplici tifosi o se vogliono esser protagonisti della nascita di un PD profondamente diverso da quello che abbiamo visto dalle elezioni politiche del 2008 in poi.

Massimo Matteoli

Empoli (Fi) 15.10.2009

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One Response to “La paura fa “Eugenio””

  1. Eugenio Scalfari Says:

    [...] La paura fa “Eugenio” Io scelgo Marino: Toscana - PeopleRank: 5 - 19-10-2009 …Eugenio Scalfari. Improvvisamente abbiamo visto Franceschini e Bersani, che fino ad oggi avevano risposto con un indifferente alzata di spalle, gettarvisi a capo fitto e accogliere ciò che fino ad ieri non avevano nemmeno preso in considerazione.  Non… Persone nome : Ignazio Marino  Massimo Mattioli  + vota [...]

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